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Visualizzazione dei post da luglio, 2021

MAI DIRE MAI

  Wally Funk : finalmente astronauta sessant'anni dopo l'addestramento La splendida ottantaduenne che ieri è uscita sorridente dalla capsula del New Sheppard di Jeff Bezos si chiama Wally Funk ed aspettava di vedere la terra dallo spazio da sessant'anni. Nel 1961, già pilota commerciale ed istruttore con più di 1000 ore di volo, fu la più giovane di un gruppo di 13 donne selezionate per un programma sperimentale di addestramento che le sottopose alle stesse prove mediche previste per i futuri astronauti maschi. Note come le Mercury 13 , in contrasto con gli uomini del Mercury 7 , videro il loro sogno infrangersi alla vigilia della terza e ultima fase dei test, quando con un telegramma venne loro comunicato che l'addestramento previsto presso la base navale di Pensacola, in Florida, era stato cancellato. Si dovrà aspettare fino al 1983, con Sally Ride , per vedere la prima donna statunitense volare nello spazio.

DEL CERCAR LAVORO IN GIAPPONE, MANGIANDO

  Tsumura Kikuko, Un Lavoro Perfetto Ha 36 anni, lascia un buon lavoro perché l'eccessivo coinvolgimento emotivo l'aveva portata ad un esaurimento nervoso e nel giro di un anno prova cinque impieghi temporanei diversi, alla ricerca di quello perfetto. Cose che mi hanno colpito n.1: nel giro di un anno la protagonista  trova cinque lavori temporanei diversi. Leggere frasi come "Non si preoccupi, imparerà tutto in breve tempo!" vivendo in un Paese dove viene richiesta esperienza pregressa anche per le mansioni più banali, lascia quantomeno perplessi. Cose che mi hanno colpito n.2: al percorso professionale, che vede ogni volta infrangersi l'illusione di aver trovato un impiego che lasci emotivamente distaccati e distanti di fronte a un'innata empatia e curiosità, se ne affianca uno gastronomico, fatto di bevande, bento box, zuppe, sushi, cracker di riso e dolcetti che creano relazioni e risolvono situazioni, per il quale sono stata molto grata al glossario inse...

GRAVIDANZE UFFICIALI

  Un prototipo di tuta da volo per le pilote statunitensi in dolce attesa Fino a pochi giorni fa, quando una pilota della marina statunitense entrava in un periodo della gestazione che non consentiva l'attività di volo ed era quindi impiegata in mansioni a terra, l'unica scelta era quella di richiedere progressivamente tute da volo di taglie superiori, che andavano poi aggiustate nella lunghezza di maniche e pantaloni. Da qualche settimana, è invece possibile ordinare il prototipo di una tuta apposita, ovviando sia alla maggiore spesa per i capi che dopo pochi mesi rimarrebbero inutilizzati sia a quella per gli interventi di sartoria.  Secondo Amy Blade, portavoce del Comando dei Sistemi Aerei della Marina, indossare uniformi che sono evidentemente di misura sproporzionata implica un aspetto meno professionale nello svolgimento delle proprie mansioni, che anche escludendo l'attività di volo prevedono comunque quella di istruttore, di addestramento al simulatore, briefing e ...